Se anche voi lettori, di fronte alla scelta tra un semi-presidenzialismo alla francese e un proporzionale all’italiana, andate oltre alla domanda “si, ma io la croce dove la devo mettere?” e vi chiedete se potrete mai sentirvi rappresentati da un sistema elettorale che non riuscite a capire fino in fondo, siete arrivati al punto in cui vi potrebbe interessare la proposta della democrazia diretta.
Ispirata al modello classico di democrazia greco (δημόυ-χράτοσ – governo del popolo), è tutt’altro che un modello di governo sepolto e dimenticato con le civiltà del passato. La Svizzera si governa con questo sistema fin dal XIII secolo, ma la Baviera, il Land più esteso e ricco della Federazione Tedesca, ha scelto la democrazia diretta nel 1995. E non parliamo di casi esemplari o isolati. Citiamo la California (de facto, l’ottava potenza industriale della terra), e altri ventidue degli Stati Uniti d’America, sebbene a livelli diversi, lo stato del British Columbia in Canada, la città di Perth in Australia. Oltre 500 città tra le maggiori nel mondo hanno introdotto ormai da anni il bilancio partecipativo, che coinvolge e responsabilizza direttamente i cittadini nella gestione della “cosa pubblica”. In Italia le esperienze sono sempre meno isolate e sempre più efficaci. Bolzano, Rovereto e Treviso, la Val Pusteria e la Regione Toscana alcuni tra gli esempi ormai più eclatanti.